Subito dopo il ritorno dal vertice del Consiglio europeo a Nicosia, Friedrich Merz ha tenuto, al congresso dell’Unione Cristiano-Democratica dei Lavoratori (CDU) a Marburgo, uno dei discorsi più importanti del suo mandato. Il cancelliere ha unito un’analisi delle turbolenze geopolitiche – dal conflitto iraniano all’aggressione russa contro l’Ucraina – a una diagnosi delle debolezze strutturali della Germania e a un ambizioso pacchetto di riforme.

Merz ha parlato subito dopo il ritorno da Nicosia, dove per due giorni ha discusso con tutti i 27 capi di Stato e di governo dell’Unione europea. Il tema principale del vertice è stato – come ha sottolineato il cancelliere – il conflitto iraniano e le altre sfide geopolitiche contemporanee. Questo inquadramento europeo non è stato casuale: Merz ha chiaramente collegato lo stato dell’economia tedesca alle turbolenze sulla scena internazionale.

Secondo il cancelliere, la crisi nell’area dello Stretto di Hormuz, “una delle più importanti rotte commerciali del mondo”, ha messo a nudo la debolezza strutturale dell’economia globalizzata.

“Gli shock geopolitici derivanti dal conflitto in Medio Oriente colpiscono i mercati energetici in Europa con la stessa intensità che in Asia e negli Stati Uniti”, ha affermato Merz, aggiungendo che l’aumento dei prezzi dell’energia si traduce direttamente nei costi di produzione e nel costo della vita delle famiglie.

Allo stesso tempo, il cancelliere ha sottolineato che la continua aggressione russa contro l’Ucraina resta la principale minaccia geopolitica per la Germania e l’Europa, mettendo in guardia dal non dimenticarlo mentre l’attenzione dell’opinione pubblica si sposta verso il Medio Oriente.

Cinque ferite strutturali

Merz non si è limitato a indicare le cause esterne delle difficoltà economiche tedesche. In uno dei passaggi chiave del discorso ha ammesso apertamente che Berlino ha ignorato troppo a lungo problemi strutturali.

“La Germania non è finita sotto pressione solo a causa della crisi nel Golfo. Abbiamo uno dei sistemi sanitari più costosi al mondo, ma le lamentele aumentano e il malcontento cresce”, ha dichiarato.

Ha quindi delineato le principali debolezze: crescita stagnante, calo della propensione agli investimenti, prezzi elevati dell’energia, eccessiva burocrazia accompagnata da alta tassazione e carenza di manodopera dovuta ai cambiamenti demografici.

Nonostante la diagnosi severa, Merz ha invitato a mantenere l’ottimismo, ricordando il numero record di start-up fondate nel 2025.

Due risposte immediate

Merz non si è limitato a riforme di lungo periodo, annunciando due misure concrete per affrontare l’aumento dei costi energetici e l’inflazione.

La prima è una riduzione temporanea dell’accisa sui carburanti di 17 centesimi al litro per due mesi. Il cancelliere ha giustificato la scelta con la necessità di ridurre la pressione inflazionistica, sostenendo che un effetto sui prezzi è più facilmente assorbibile dall’economia rispetto ai trasferimenti sociali, in linea con l’approccio dell’offerta tipico della CDU.

La seconda misura è un bonus una tantum di 1000 euro, esentasse e privo di contributi sociali, che i datori di lavoro potranno versare ai dipendenti. Il governo ha annunciato la proroga dello strumento fino a metà del prossimo anno.

A completare il pacchetto vi è il via libera di Bruxelles a prezzi dell’elettricità agevolati per l’industria, soprattutto per i settori ad alta intensità energetica come cemento, acciaio e chimica, un segnale rilevante per un comparto che da mesi denuncia l’erosione della competitività.

15 miliardi di deficit e due pilastri di riforma

Il fulcro legislativo dei prossimi giorni sarà la riforma dell’assicurazione sanitaria pubblica, che il governo intende approvare in Consiglio dei ministri.

“Il sistema affronta un deficit di 15 miliardi di euro già dal prossimo anno, destinato a salire a 40 miliardi entro il 2030. Con cifre del genere, la riforma non è più un’opzione, ma una necessità”, ha sottolineato Merz.

Il cancelliere ha delineato due pilastri: da un lato, l’adeguamento di prezzi e salari del sistema sanitario all’andamento generale dei redditi; dall’altro, l’obbligo che la spesa produca benefici misurabili per gli assicurati, introducendo un principio di efficienza nel funzionamento del sistema.

Merz ha inoltre elogiato la ministra della Salute, Nina Warken, per la “perseveranza” nel portare avanti la riforma, assicurando il mantenimento delle tutele per i casi socialmente più fragili.

Bürgergeld, tasse e nuovo diritto del lavoro

Il cancelliere non ha nascosto un chiaro cambio di paradigma nella politica sociale. Ha difeso l’abolizione del Bürgergeld – introdotto dal precedente governo – e la sua sostituzione con una nuova forma di assistenza di base.

“Chi può lavorare ma sceglie di non farlo non dovrebbe aspettarsi che altri finanzino la sua vita”, ha dichiarato.

Ha inoltre annunciato una riforma dell’imposta sul reddito per consentire ai lavoratori di trattenere una quota maggiore dei propri guadagni. “Se non interveniamo, se non facciamo riforme e non iniziamo a risparmiare, saranno i redditi medio-bassi a pagare il conto”, ha avvertito.

La grande coalizione come unica via

Merz ha difeso la formula della grande coalizione con la SPD come l’unica politicamente praticabile. “Solo SPD e CDU/CSU insieme possono rimettere il Paese sulla giusta strada e superare questa fase di stagnazione”, ha affermato.

Ha però riconosciuto l’eccezionalità della portata delle riforme: “È un’illusione pensare che in una democrazia si possano imporre cambiamenti di questo tipo senza un ampio dibattito. Non ricordo che un governo federale abbia mai intrapreso così tante riforme contemporaneamente”.

Infine, Merz ha avvertito che l’ordine democratico tedesco è oggi “attaccato sistematicamente e da più lati come mai prima nei oltre 75 anni della Repubblica federale”, criticando duramente la visione della Alternative für Deutschland e concludendo: “non affideremo mai a loro la responsabilità della Germania”.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

, , , , , , , , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *